venerdì 7 gennaio 2011

Riflessioni di carattere generale sul Web 2.0

Nel 1969 nasceva ARPANET una rete utilizzata dal governo americano nel Dipartimento della difesa che sarebbe stata destinata ad espandersi e a diventare il precursore del World Wide Web, nonché Internet (termine coniato da Tim Berners-Lee Presso il CERN di Ginevra nel 1991).

Nel corso degli anni internet ha avuto una forte espansione che ha costretto i ricercatori a cambiare il protocollo che definisce gli indirizzi IP sulla rete (l'Internet Protocol è necessario per l'ingresso di un computer sulla rete ed è indispensabile che ogni macchina collegata abbia un numero cha la identifica diverso da quello di tutte le altre) dal primo "IP sortage" all'"IPv4", nel 2000, e ancora, l'anno scorso, venne migliorato fino a poter gestire 2*132 indirizzi di rete con l'"IPv6".http://it.wikipedia.org/wiki/IPv6

Internet come lo vediamo oggi è poi molto diverso da come risultava essere negli anni '90, tanto che gli sono stati attribuiti due diversi nomi a seconda del periodo nel quale lo si analizza: Web 1.0 e Web 2.0. Tra il "primo Internet" e il "secondo Internet" non c'è solo una sostanziale differenza nel codice HTML (http://it.wikipedia.org/wiki/HTML) che lo definisce, ma anche nell'approccio filosofico che viene usato dagli utenti che navigano, poiché oggi Internet è una condivisone di opinioni e non un flusso univoco di informazioni come può risultare la televisione o il giornale.

Rispetto a Internet risultano essere di incredibile modernità le domande che J.F.Lyotard si poneva ne "La condizione postmoderna" nel 1989: "Chi vi avrà accesso? Chi deciderà quali siano i canali e i dati riservati? Lo Stato? Oppure esso sarà un utente come tutti gli altri? Nascono in tal modo nuovi problemi giuridici e attraverso di essi si pone la domanda: chi saprà?"; fino all'anno scorso queste domande ci sarebbero sembrate risolte ma, dopo gli avvenimenti riguardanti Julian Assange (nominato uomo del decennio dalla rivista Wired) e il suo sito di condivisione delle informazione classificate Wikileaks, siamo costreti a rivedere alcuni punti riguardanti il flusso informazioni su internet.

La conoscenza intesa come consapevolezza e comprensione dei fatti ha raggiunto, tramite internet , nuovi valori ed obbiettivi, oltre che una grande massa di persone che precedentemente ne erano tagliate fuori (ad esempio il progetto "OLPC" (One laptop per child) si propone di fornire computer portatili molto resistenti ai bambini africani)http://one.laptop.org/.

La conoscenza inoltre è estesa a fatti che i governi cercano di tenere nascosti grazie ai milioni di blogger e al già citato Wikilieaks supportato da molti Hackers, che, ci tengo a precisare, non solo criminali ma persone con una spiccata curiosità e una grande conoscenza informatica; sempre ai blogger dobbiamo la rapidità e, non dimentichiamolo, la pluralità dell'informazione che possiamo ricevere.

Possiamo poi dire che nell'era di Internet per avere una conoscenza di base, risulta utile saper cercare le informazioni nella mole di dati che abbiamo a disposizione piuttosto che sapere tutto a memoria dato che, grazie a laptop, smartphone e altri dispositivi wireless possiamo accedere al Web praticamente in ogni momento della nostra vita; anche per questo coloro che cercano lavoro nel campo dell'informatica sono, in un certo senso, colpiti negativamente dalla rapidità con cui si sta portando avanti questo sviluppo poiché serve maggiore specializzazione e un'aggiornamento continuo del proprio bagaglio culturale in materia, per sfuggire al rischi di rimanere indietro, anche solo di un giorno, e di diventare superflui rispetto alla richiesta del mercato; inoltre coloro che possiedono conoscenze poco specifiche o molto generali (in qualsiasi campo) sono destinati a doversi accontentare di un lavoro poco professionale, perché le loro conoscenze sono facilmente reperibili su internet (ad esempio dal famoso sito di condivisione del sapere Wikipedia, gestito dalla wikimedia foundation, un'associazione No-profit che ha lo scopo di diffondere la conoscenza gratuita e libera).

Internet influisce inoltre sulla richiesta di lavoro nel mondo "reale" aumentando la richiesta di corrieri e diminuendo la quantità di negozi fisici tramite l'e-commerce, in siti come e-bay o amazonhttp://it.wikipedia.org/wiki/Commercio_elettronico; possiamo quindi affermare che nell'era di internet, probabilmente trovare lavoro sarà più difficile per tutti, dai professionisti a coloro che operano nella manovalanza, a differenza di quanto diceva un supplemento a Panorama del 15 novembre 2001: "Non più solo annunci sui quotidiani o sulle bacheche delle agenzie. Per chi è alla ricerca di un impiego o desidera cambiare lavoro le proposte non mancano. Grazie anche alle immancabili "partnership", parola che indica le collaborazioni tra le agenzie di reclutamento web con siti e portali, sia italiani sia esteri."

Un'altra questione sollevata da Lyotard è quella del sistema giuridico, costretto ad aggiornarsi ed adattarsi verso un mondo più "open source" (cioè più propenso alla condivisione gratuita di informazioni e beni fisici) e che deve far fronte ad un nuovo mondo: il "mondo virtuale" (termine coniato da Jaron Lanier trent'anni fa) introducendo nuovi ambiti, difficilmente controllabili, nel proprio ordinamento. (ad esempio l'italia, proprio in questi mesi di inizio 2011 sta subendo pressioni dalla rivista Wired Italia per inserire nella costituzione un'estensione all'art.21 che dichiari il diritto di accesso ad internet, già presente nelle leggi dell'Estonia, della Grecia, della Francia e della Finlandia).http://www.fulviosarzana.it/blog/rodota-wired-e-la-grundnorm-ovvero-l%E2%80%99art-21-bis-della-costituzione-il-diritto-di-accesso-ad-internet-come-norma-fondante-senza-alcuna-sanzione-per-le-violazioni/

In sostanza si può dire che Internet ha cambiato il concetto di informazione, di conoscenza, ha modificato l'economia locale e globale e ha sviluppato una coscienza collettiva di condivisione tra tutti coloro che frequentano assiduamente la rete.

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